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Da qualche anno il termine “Arte marziale Italiana” sta
progressivamente entrando a far parte del linguaggio dei cultori e studiosi di
discipline marziali . Questo nome viene
utilizzato in modo congruente, per definire la pratica di una tradizione plurisecolare che sviluppò in Italia una scuola marziale
autoctona. Di questa “Ars Dimicatoria”,
si conserva il percorso autentico e la struttura strategico - tattica, nelle decine
e decine di “trattati d’armi”, manoscritti
e libri stampati, in uno spazio temporale che va dal 1400 ai primi decenni del
Novecento. Grazie a queste opere è concretamente
possibile conoscere la parabola tecnica e didattica dell’arte “de armicar e combater”.
Oggi molti gruppi in Italia e
nel mondo, si dedicano allo studio della
nobile tradizione marziale Europea. Alcuni
sono più orientati allo studio storico a fini rievocativi, altri ad un utilizzo
scenico legato al mondo del teatro e del cinema, altri ancora ad un lavoro di
tipo tecnico – marziale.
Qui presentiamo la formula
seguita dal Movimento che promuove il metodo NOVA
SCRIMIA e SCRIMIA SCUOLA D’ARMI. Come Movimento svolgiamo da ormai quindici
anni ricerche studi e sperimentazioni
intense che si sono tradotte in libri, video, articoli e quaderni tecnici su riviste a tiratura nazionale ed
internazionale. Unico nel suo genere ed innovativo è il lavoro che proponiamo con
NOVA SCRIMIA. La pratica “tradizionale antica e classica” è invece portata avanti con
SCRIMIA SCUOLA D’ARMI.
SCRIMIA SCUOLA D’ARMI
è la scuola dove studio e pratica della Tradizione marziale
italiana trovano il luogo ideale per
essere svolti.
Dal 1992 il piccolo gruppo originario, negli anni aumentato con
l’ingresso di diversi studiosi, conduce approfonditi studi sulle conoscenze
marziali codificate da Maestri di
Scrimia e Scherma dal XV fino al XX secolo.
I Protocolli a loro volta
possono dare origine a Programmi di due tipi:
- Programmi mono magistro quando riguardano materie specifiche ed
un singolo Maestro e la sua opera o opere a Lui riferite (ad esempio
“spada da doy mani” M. Fiore dei Liberi )
- Programmi pluri magistri quando una materia, ad esempio spada da lato
“striscia” è trattata attraverso la comparazione di più Maestri e fonti
relative
SPADA MEDIEVALE DA “DOY MANI”
La Scrimia medievale con spada da “doy
mani”, arma oggi più conosciuta come “ spada da una mano e mezza” è sviluppata esclusivamente sulla straordinaria
scuola d’armi Mastro Fiore dei Liberi da Premariacco e dei manoscritti a Lui riferibili FLOS
DUELLATORUM - FIOR DI BATTAGLIA (1409- 10).
Il Protocollo di studio unico nel
suo genere, prevede lo sviluppo organico
e parallelo dell’arte di lotta Abraçar
e del maneggio schermistico dell’arma. Condizione questa indispensabile per la
formazione tecnica ineccepibile di praticanti in grado di comprendere ed
esprimere in pieno, i concetti ed i principi tecnici di questa nobile Arte d’armi.
SPADA DA LATO E BROCCHIERE
La Scrimia rinascimentale con
spada da “filo”, arma oggi più
conosciuta come “ spada da lato” è sviluppata
principalmente grazie alla scuola del Maestro Manciolino e trattato di riferimento (1531)
Altre fonti di integrazione e definizione del Programma sono ricavate dai
trattati del M° Achille Marozzo, M° Giacomo Di Grassi e M° Marco Docciolini. La
pratica prevede una fase di apprendimento prettamente armata per il gioco
largo, integrata dalle tecniche di percussione e lotta originali,
rispettivamente per la “mezza spada” e per il “gioco stretto”.
SPADA DA LATO E PUGNALE
La Scrimia rinascimentale con
spada da “filo”, accompagnata
dal pugnale, è sviluppata principalmente
grazie alla scuola del Maestro
Giovanni Dall’Agocchie e trattato
di riferimento (1572) Altre fonti di integrazione e definizione del Programma
sono ricavate dai trattati del M°
Antonio Manciolino, M° Achille Marozzo, M° Giacomo Di Grassi e M° Marco Docciolini. La
pratica prevede una fase di apprendimento prettamente armata per il gioco
largo, integrata da alcune tecniche di intrappolamento da attuarsi a “mezza
spada” e per il “gioco stretto”.
SPADA DA LATO E CAPPA
La Scrimia rinascimentale con
spada da “filo”, accompagnata dalla
cappa, è sviluppata principalmente grazie alla scuola del Maestro Giovanni Dall’Agocchie e trattato di riferimento (1572) Altre fonti
di integrazione e definizione del Programma sono ricavate dai trattati del M° Antonio Manciolino, M° Achille Marozzo, M° Giacomo Di Grassi e M° Marco Docciolini. La
pratica prevede una fase di apprendimento prettamente armata per il gioco
largo, integrata dalle tecniche di imbracciatura e di lancio della cappa.
SPADA DA LATO SOLA
La Scrimia rinascimentale con
spada da “filo” sola è sviluppata
esclusivamente grazie alla scuola del Maestro Giovanni Dall’Agocchie e trattato di riferimento (1572). La pratica
prevede una fase di apprendimento prettamente armata per il gioco largo,
integrata da alcune tecniche di intrappolamento da attuarsi a “mezza spada”
e in “gioco stretto”.
SPADA DA LATO “STRISCIA” SOLA E ACCOMPAGNATA
La Scherma seicentesca con spada
da “lato” (striscia) sola come
accompagnata dal pugnale, è sviluppata grazie all’interazione tecnica
delle scuole d’armi dei M° Ridolfo
Capoferro, M° Nicoletto Giganti e M° Francesco Alfieri. La pratica prevede una
precisa e accurata formazione degli studenti nell’armeggio in larga misura. Il
maneggio della lunga spada viene poi
integrato dal passare a mezza spada e alle prese di gioco stretto, integrando i
passaggi con le tecniche originali di presa, percussione disarmo, fino alle
proiezioni al suolo.
DAGA MEDIEVALE “A RONDELLE”
La Scrimia medievale con daga
definita “a rondelle”è sviluppata sulla
straordinaria scuola d’armi del XV secolo dei Mastri Fiore dei Liberi da
Premariacco e Mastro Filippo Vadi da
Pisa. Il Protocollo di studio unico nel suo genere, prevede lo sviluppo organico e parallelo
dell’arte di lotta Abraçar e del
maneggio dell’arma in “zogo largo”
come in “zogo stretto”. Le metodiche
originali di ingaggio e di interdizione sono accompagnate dallo studio rigoroso
delle molteplici tecniche di presa, percussione, leve articolari, disarmi e
proiezioni, in uso in questa devastante forma di combattimento con arma bianca.
PUGNALE RINASCIMENTALE “ALLA BOLOGNESE”
La Scrimia rinascimentale con
pugnale “alla bolognese”è sviluppata sulla straordinaria scuola d’armi
del M° Achille Marozzo . Il Protocollo di studio unico nel suo genere, prevede lo studio accurato ed approfondito
del maneggio dell’arma in “gioco largo”.
Le metodiche originali di ingaggio e di interdizione di taglio e di punta sono
anche in questo caso accompagnate dallo studio rigoroso delle tecniche di
presa, percussione, leve articolari, disarmi e proiezioni, in uso in
quest’altra devastante forma di combattimento con arma bianca.
LOTTA MEDIEVALE “ABRACAR”
La Scrimia medievale ha quale
supporto irrinunciabile ad ogni pratica d’armi, sia essa di spada, di bastone,
o di daga, una forma di lotta a mani nude chiamata “Abraçar” . Questa pratica senza armi, metteva a disposizione dello
“scarmitore” un impressionante bagaglio tecnico fatto di percussioni con
braccia e gambe, tecniche di presa, leve articolari, lesioni su parti molli,
rotture e proiezioni. L’arte di lottare a mani nude trovava applicazioni tanto
nel confronto con altri soggetti disarmati, quanto ed in misura anche maggiore,
per le evidenti valenze conservative, con soggetti armati. Inoltre le tecniche dell’Abraçar venivano applicate con successo,
in tutte quelle circostanze in cui il combattimento armato portava i soggetti
coinvolti ad una distanza tale, in cui gli arti potevano essere usati per
colpire. Ancora di più nel corpo a copro serrato, ogni parte del corpo poteva
essere usata per colpire, distruggere, intrappolare e finalizzare
l’avversario. La perfetta conoscenza
delle raffinate tecniche di lotta era dunque un fattore marziale irrinunciabile
e di sicura influenza sulle sorti del combattimento.. Il Programma di pratica
marziale dell’arte di Abraçar svolto
attualmente, è sviluppato principalmente sulla straordinaria scuola
dei Mastri Fiore dei Liberi da
Premariacco e Mastro Filippo Vadi da
Pisa. Integrazioni importanti al lavoro tecnico arrivano anche dalle
tecniche elaborate dai Maestri d’armi di
inizio XVI secolo.
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